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IMPRENDITORIA STRANIERA A ROMA. PRESENTATA LA MAPPA DELLA CCIA: AMBULANTI IN PRIMA FILA.
IMPRENDITORIA STRANIERA A ROMA. PRESENTATA LA MAPPA DELLA CCIA: AMBULANTI IN PRIMA FILA. 09/01/2018

Ammontano a 62.864 le imprese a titolarità straniera presenti a Roma e Provincia al 31 dicembre 2016: il 13% di tutte le aziende iscritte alla Camera di Commercio. Un trend positivo che dura da più di cinque anni e che si caratterizza per una crescita pari al 32,8% dal 2011 al 2016 per le imprese comunitarie non italiane, raggiungendo il 56,2% se si prendono in esame le imprese extracomunitarie.

A fornire questi dati è la nota informativa elaborata dall’Osservatorio sulle imprese romane di nazionalità non italiana della Camera di Commercio di Roma, attivo da gennaio 2017.

Osservando i dati dal punto di vista della nazionalità degli imprenditori, in cima alla classifica dei Paesi più attivi compare il Bangladesh con quasi 13mila imprese individuali. A seguire Romania, Cina, Egitto, Marocco, Nigeria, India, Polonia, Albania, Senegal.

Per quanto concerne i settori, invece, le imprese straniere sono particolarmente attive nei servizi e nel commercio. Ammontano a 6900 le imprese comunitarie attive nelle costruzioni, in pratica il 46% di tutte le attività imprenditoriali di origine straniera e comunitaria registrate su tutta la Provincia.

«I dati dell’Osservatorio – afferma il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti – indicano in maniera chiara come la componente imprenditoriale straniera sia fondamentale per l’economia del nostro territorio e del Paese. Proprio per questo la Camera di Commercio di Roma ha voluto istituire l’Osservatorio che ha come obiettivo principale quello di approfondire, attraverso un lavoro di ricerca e indagine, la conoscenza delle imprese straniere anche per focalizzare le eventuali problematiche che possono risultare di ostacolo allo svolgimento dell’attività di impresa. Dai dati emerge, inoltre, la grande flessibilità della componente straniera nel contesto del tessuto imprenditoriale locale e la sua capacità di adattarsi alle esigenze del mercato, anche in momenti di congiuntura economica negativa, fornendo un impulso importante per lo sviluppo del sistema produttivo comunale e provinciale».