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27/02/2007 - CRISI DI GOVERNO: GIOVEDÌ LA FIDUCIA AL SENATO
Rilancio dell’azione di governo, partendo dai punti programmatici contenuti nel documento sottoscritto da tutti i leader del centrosinistra. Dovrebbe essere questo il cuore del discorso il presidente del Consiglio, Romano Prodi, pronuncerà la prossima settimana al Senato per ottenere la fiducia. Anche se il calendario esatto si conoscerà solo quando si riuniranno le conferenze dei capigruppo di palazzo Madama (alle 15) e di Montecitorio (alle 18,30), molto probabilmente il premier parlerà al Senato mercoledì mattina, per poi attendere l’esito del voto giovedì e quindi passare all’esame della Camera, dove il voto di fiducia dovrebbe esserci venerdì pomeriggio. Prodi, come già preannunciato dopo il colloquio con Napolitano al Quirinale, punterà su un deciso cambio di passo, “uno slancio rinnovato” dell’azione di governo. Ma anche sulla necessità di una maggioranza più compatta e coesa”. Al momento a Palazzo Madama i sì al governo Prodi oscillano tra 161 e 162. Sarebbero sufficienti, ma la sicurezza non c’è ancora. L’unica new entry ufficiale nella maggioranza è rappresentata dal leader dell’Italia di Mezzo, Marco Follini, mentre il presidente della Commissione Difesa, Sergio De Gregorio (ex Idv), è ormai passato nell’altro schieramento. Resta l’enigma Luigi Pallaro (l’indipendente di Buenos Aires che sta tenendo Prodi sulle spine e con il quale si sta aprendo una trattativa concreta) e l’incognita del comportamento dei “dissidenti” dell0ala radicale. Se Fernando Rossi (ex Pdci) ha assicurato che voterà la fiducia, il ribelle Franco Turigliatto (deferito da Rifondazione) sta ancora riflettendo, pur sostenendo di non volere “governi di destra o spostati sempre più a destra”. L’opposizione, intanto, spara bordate contro quello che Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia, ha definito “il volgare mercimonio di poltrone e di voti”. Ma è soprattutto su Marco Follini, che si punta il dito. Commenti duri sono arrivati dal suo ex partito. Pier Ferdinando Casini, in un’intervista al Corriere della Sera, ha spiegato che “quella di Follini è una vicenda triste, perché i trasformismi uccidono qualunque prospettiva centrista e tradiscono il mandato che si riceve dagli elettori”. Al di là di come sarà conquistata la fiducia, per la Casa delle libertà i problemi politici che ha la maggioranza sono comunque “ben lontani dall’essere risolti”. Qui l'intervista al Sole 24Ore (24 febbraio) del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. http://www.confcommercio.it/home/Rassegna.pdf
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