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02/01/2012 - MALE I CONSUMI DI NATALE, MEGLIO I SALDI INVERNALI
Dopo aver svolto un monitoraggio attraverso il sistema di rilevazione delle Federazioni aderenti, Confcommercio ha comunicato che il calo delle vendite che emerge va dal 2 a oltre il 10 per cento.  Si salvano solo i libri, la cui vendita rimane sostanzialmente invariata rispetto al Natale 2010, mentre quello degli smartphone e dei tablet, è l’unico comparto in crescita.  Per quanto riguarda i mercati, soprattutto quelli natalizi, si registra un timido segnale di crescita rispetto allo scorso anno per il comparto alimentare (+2%). Stagnazione per l'abbigliamento, le calzature, la pelletteria; casalinghi in leggero calo (-2%).  La crisi economica e le drastiche misure del Governo Monti non "disturbano" i saldi. Non risulta modificato, infatti, l'atteggiamento degli italiani verso i saldi: quasi sette italiani su dieci, non mancheranno all'appuntamento con gli acquisti a prezzo scontato che nei primi giorni dell’anno sono iniziati praticamente in tutta Italia; capi di abbigliamento (cappotti, maglioni, pantaloni, giacche, ecc.) e calzature costituiranno, almeno secondo le intenzioni di spesa, le principali tipologie di acquisti; il 68,1% dei consumatori spenderà meno di 200 euro (+11,4% rispetto allo scorso anno) e la quasi totalità delle imprese (96,5%) proporrà ai consumatori uno sconto medio sui prodotti posti in vendita a saldo fino al 50%; per quanto riguarda la qualità dei prodotti stessi, il 90% dei consumatori la giudica positivamente e oltre l'85% pensa che la varietà sia "molto" o "abbastanza" buona; oltre sei consumatori su dieci si sentono tutelati acquistando capi in saldo e il 73,6% attribuisce una maggiore importanza alla qualità rispetto al prezzo; da parte delle imprese del commercio al dettaglio si prevede una contrazione di visitatori nel proprio punto vendita (per il 62,9% degli imprenditori il negozio sarà visitato da nuovi clienti contro il 73,7% dell'anno scorso) e anche una diminuzione del contributo dei saldi alla crescita della clientela; infine, ad attendere la fatidica "ora X", sono soprattutto le donne, gli individui di età compresa tra i 25 e i 44 anni e i residenti del Centro, del Sud Italia e delle aree metropolitane. 

Questi i principali risultati che emergono da un'indagine sui saldi invernali 2012 realizzata da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche.

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